Di Marco Ardondi

Il Castello di Rocchetta Mattei, situato nel comune di Grizzana Morandi, in località Savignano (provincia di Bologna) andai a visitarlo, assieme al mio amico Sergio, negli ultimi giorni di novembre del 2016. Prima però di partire io e il mio amico, guardando una mappa su internet, decidemmo di fare una breve visita a Marzabotto, dal momento che la cittadina si trova lungo il percorso verso Rocchetta Mattei.

Marzabotto è un comune della provincia di Bologna, tristemente famoso per l’eccidio compiuto dalle truppe naziste nel 1944. Il nome dell’abitato è di origine incerta tuttavia fino al 1882 la cittadina era chiamata Caprara sopra Panico. Solo dopo quell’anno venne rinominata Marzabotto.
Una volta arrivati, dopo una breve passeggiata a piedi, ci recammo a vedere Il Sacrario di Marzabotto. Questo luogo, collocato nel piano sottostante (cripta) della Chiesa parrocchiale, venne costruito dopo i tragici eventi della Seconda guerra mondiale per ricordare tutte quelle vittime di guerra pietosamente recuperate in quelle martoriate terre. Entrando in quel luogo sacro fui invaso da un senso di tristezza e di rispetto per quelle povere persone la cui vita è stata strappata in maniera brutale.
Nel Sacrario, oggi, sono riuniti sinora i resti di 778 vittime civili e di partigiani deceduti nelle varie località del Comune di Marzabotto. Molte di queste vittime caddero nella feroce rappresaglia del 1944, ed i loro nomi, e i loro volti, si possono vedere oggi su una lastra appoggiata su un muretto, prima di entrare all’interno.

Uscendo dal sacrario con ancora un po’di malinconia negli occhi, decidemmo di far visita al Museo nazionale etrusco, situato poco distante dal centro cittadino. Marzabotto, in epoca antica era infatti un insediamento etrusco; la costruzione della città di Marzabotto vera e propria risale infatti al V sec. a.C.
La visita all’interno del museo fu particolarmente interessante e piacevole. Vi sono infatti raccolti tanti oggetti come vasi in terracotta, statue di bronzo e materiali provenienti dall’abitato.
Tornando all’ingresso ci venne consigliato dal bigliettaio il tour delle necropoli all’esterno del museo. Dopo però aver fatto qualche metro lungo il sentiero guardammo l’orologio e decidemmo di riprendere il tragitto verso Rocchetta Mattei. Era quasi ora di pranzo e la strada ancora lunga …

Tra una chiacchera con il mio amico e uno sguardo al paesaggio collinare circostante, con la sua varietà di colori, finalmente giungemmo ai piedi della Rocchetta. Alzando lo sguardo si rimane meravigliati da questo castello fiabesco, uscito dai racconti “Le mille e una notte”, fatto di cupole a cipolla dorate, torri e torrette quadrate e cilindriche dal quale è impossibile non restarne affascinati.
Per me che lo visto lo spettacolo che suscita è meraviglioso, anche per il panorama che gli fa cornice. Pranzammo, se così possiamo chiamarlo, all’interno del castello con alcuni snack delle macchinette poiché quei pochi ristoranti della zona o erano pieni oppure erano chiusi.
Alle 16 iniziò la nostra visita al castello.

La Rocchetta mescola nell’insieme diversi stili architettonici, dal moresco all’architettura italiana medievale e moderna. Venne costruita a partire dal 1850 dal conte Cesare Mattei, letterato, politico e medico autodidatta, sulle rovine di un antico castello con annessa chiesa e cimitero risalenti al 1200. All’interno della sua dimora il conte conduceva una vita da vero castellano medievale, arrivando a crearsi persino una corte propria con tanto di buffone.

Superato l’arco d’ingresso, dal classico stile moresco, salimmo una larga e comoda scala in pietra che conduceva al vestibolo del corpo abitato. A controllare i nostri movimenti vi era un ippogrifo, appoggiato su un basamento in pietra, a guardia dell’entrata. Di queste sculture bizzarre ve ne sono sparse in tutto il castello. A guardarlo verrebbe da pensare al castello di uno stregone …
Mentre ascoltavamo la nostra guida attraversammo varie stanze, alcune in stile liberty, altre decorate con mosaici medievali, ed altre ancora dalle forme irregolari. Un piccolo cortile interno circondato da un loggiato, chiamato Giardino dei Leoni, ricorda in maniera perfetta il cortile dell’Alhambra di Granada, con tanto di maioliche provenienti da Siviglia.

Di grande fascino è il Salone dei novanta, chiamato così poiché il Conte Mattei in questa sala vi avrebbe voluto celebrare, con un banchetto, i propri novant’anni anche se sfortunatamente morì prima del tempo senza aver visto la sala compiuta.
Di grande pregio e bellezza è soprattutto la Cappella, recentemente restaurata, al cui interno si trova il sarcofago maiolicato e dipinto del Conte Mattei. La particolarità della cappella sono i suoi meravigliosi archi e la splendida decorazione che tanto ricordano lo stile degli edifici andalusi.

La visita al castello durò circa un oretta e mezza. Stava oramai facendosi sera.
Mentre tornavamo alla nostra auto per fare ritorno a casa volsi per un attimo un ultimo sguardo alla maestosa e alquanto bizzarra costruzione. Sicuramente un giorno tornerò a vedere questo castello dal fascino alquanto particolare.

2017-08-07T16:28:27+00:00