Agordo oramai è una meta fissa nei miei viaggi verso Nord, verso quel settentrione dolomitico che mi chiama in continuazione, sia in inverno che in estate (meglio ancora…).
E’ un bel paesone, accogliente nell’aspetto, ma anche la sua popolazione, per quel poco che ho conosciuto è gentile e simpatica.

Ha origini molto antiche e il Giovan Battista Pellegrini spiega il toponimo come un nome di persona di origina longobarda ‘Agihard’-
E’ nota la presenza longobarda in zona e dall’altro medioevo molto probabilmente vi erano insediamenti minerari per l’estrazione e la fusione del rame.

Si trova sul torrente Cordevole anche se il suo territorio è attraversato anche dal Ròva e dal Missiaga.
Il Ròva ha come affluente il Framont che nasce sulla Moiazza, una cima poco distante.
Agordo è circondata da una vera e propria muraglia dolomitica che parte dal Monte Agner (2872), la Catena del San Sebastiano (cima più elevata, Tàmer Piccolo, 2550), le Pale di San Lucano (cima più elevata, Monte San Lucano, 2406) e i Monti del Sole (cima più elevata, Piz di Mezzodì, 2271).

Questa graziosa cittadina, oltre ad essere meta turistica, è stata resa ulteriormente famosa grazie ad una canzone di Claudio Baglioni ‘Ad Agordo è così’ che la descrive nei suoi particolari come in una fotografia. Baglioni infatti fu sposato ad una donna di origini agordine.

E’ un luogo tranquillo e che per chi come me ama i centri montani, non può non visitare.

2017-08-02T21:05:02+00:00